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Statuto


DISPOSIZIONI GENERALI
ARTICOLO 1: Denominazione
ARTICOLO 2: Sede e durata
ARTICOLO 3: Carattere, finalità e scopi
ARTICOLO 4: Soci
ARTICOLO 5: Patrimonio e quote associative

ORGANI
ARTICOLO 6: Organi
ARTICOLO 7: Assemblea
ARTICOLO 8: Costituzione e poteri dell'Assemblea ordinaria
ARTICOLO 9: Costituzione e poteri dell'Assemblea straordinaria
ARTICOLO 10: Il Consiglio
ARTICOLO 11: Poteri del Consiglio

ARTICOLO 12: Il Presidente
ARTICOLO 13: Il Tesoriere
ARTICOLO 14: Il Segretario
ARTICOLO 15: Il Collegio dei Revisori

DISPOSIZIONI ECONOMICO FINANZIARIE
ARTICOLO 16: Entrate ed altre disposizioni patrimoniali
ARTICOLO 17: Esercizio finanziario

RAPPORTI E RISOLUZIONI DI CONTROVERSIE
ARTICOLO 18: Clausola arbitrale

NORME FINALI
ARTICOLO 19: Norme di chiusura

 

TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

ARTICOLO 1
Denominazione

E' costituita un'Associazione denominata “ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE FORENSE DEL SUD DELLA TOSCANA”. Essa è disciplinata dal presente statuto e dalle vigenti leggi in materia.

ARTICOLO 2
Sede e durata

L’Associazione ha sede in Siena presso il Palazzo di Giustizia, Viale Franci n. 8.
Potranno essere istituite sedi secondarie, per il raggiungimento degli scopi di cui al seguente art.3 entro gli ambiti territoriali dei Circondari dei Tribunali di Arezzo, Grosseto, Montepulciano e Siena, con semplice delibera del Consiglio Direttivo. Con le stesse modalità  potranno essere disposti eventuali spostamenti (entro i predetti ambiti territoriali) e/o soppressioni.
La durata dell'Associazione è illimitata.

ARTICOLO 3
Carattere, finalità e scopi

L'Associazione, che intende ottenere il riconoscimento ai sensi del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 emanato ai sensi della legge 15 marzo 1997 n.59, ha carattere volontario, ai sensi della legge 11 agosto 1991 n. 266, è apolitica, apartitica, asindacale e non ha finalità di lucro; ha come oggetto principale la formazione e l’aggiornamento professionale di avvocati e praticanti avvocati; l’associazione è finalizzata ad elevare quanto più possibile, sia nell’interesse della Collettività che dei singoli professionisti, il livello professionale di coloro che esercitano od eserciteranno la difesa e/o la rappresentanza in giudizio di tutti i soggetti che necessitano di assistenza tecnica dinanzi a qualsiasi organo di Giustizia previsto dalle leggi vigenti nello Stato italiano, anche se a carattere sovranazionale o locale.
Ciò in ottemperanza agli Articoli 24 e 111 della Costituzione, posto che la difesa è effettiva ed il processo è giusto soltanto quando ciascuna parte è assistita e/o rappresentata in giudizio da un difensore professionalmente preparato e deontologicamente consono.
L’Associazione dovrà quindi avere cura del patrimonio morale, deontologico, culturale e di esperienza professionale di tutti coloro che prenderanno parte alle iniziative dell’Associazione stessa, dovendo sempre cercare la maggior valorizzazione di tali elementi.
L’Associazione, in quanto ente complesso di natura privatistica, formato da enti tutti aventi ambiti territoriali e basi costituite da professionisti legali iscritti ad un Albo o ad un Registro, o laureati indirizzati verso lo svolgimento della professione di Avvocato, è rivolta essenzialmente a porre in essere attività offerte agli iscritti e/o associati degli enti che contribuiscono alla sua fondazione.
Appositi regolamenti approvati dal Consiglio, in relazione alle singole iniziative che saranno deliberate, potranno prevedere l’apertura delle medesime ad altri soggetti, purché ciò non contrasti con previsioni del presente Statuto.
A titolo indicativo l’Associazione potrà svolgere, anche con la partecipazione e/o collaborazione di soggetti esterni, le seguenti attività:

  1. attività di formazione e aggiornamento, anche mediante istituzione di strutture didattiche,  biblioteche o raccogliendo materiale  culturale, di esperienza professionale o storico, in tutte le forme e modalità possibili; creazione di corsi di studio od approfondimenti in genere, corsi di preparazione, perfezionamento, approfondimento, costituzione di gruppi di studio o ricerca; tavole rotonde, convegni, conferenze, congressi, dibattiti, mostre, proiezioni di films, fotografie ecc anche utilizzando materiale informatico , inchieste, seminari, esperimenti; in particolar modo l’Associazione si propone di dare piena attuazione alla previsione del comma 1-bis dell’Art. 29 delle disposizioni di attuazione al CPP, come introdotto dalla legge 6 marzo 2001 n. 60, che prevede la frequenza di corsi di aggiornamento per gli avvocati che intendono essere iscritti negli elenchi dei difensori d’ufficio relativamente ai procedimenti penali; 
  2. attività editoriale ed informativa con pubblicazione di riviste, predisposizione di comunicati stampa od articoli in genere con possibilità di utilizzare tutti i canali di informazione esistenti;
  3. ogni altra attività finalizzata al raggiungimento degli scopi sociali, anche involgente rapporti con altri soggetti pubblici o privati, , purché lecita, non contraria al presente statuto e non vietata da disposizioni di legge, regolamenti od altri vincoli sottoscritti dall’Associazione; a titolo esemplificativo per il raggiungimento dei propri fini l’Associazione potrà anche acquistare beni mobili od immobili, assumere dipendenti, stipulare contratti di collaborazione, locazione, ecc.

Sono espressamente vietate all’Associazione ed ai propri associati tutte le attività in contrasto con le finalità e gli scopi sopra individuati.
L’Associazione potrà partecipare quale socio ad altri enti con analoghe finalità, purché non vi siano previsioni statutarie in contrasto con quanto precede.
Nessun iscritto agli enti soci potrà ricevere compensi per partecipare alle attività di organizzazione e/o insegnamento, salvi i rimborsi spese.

ARTICOLO 4
Soci

L’Associazione ha quali propri soci fondatori: gli Ordini degli Avvocati dei Fori di Arezzo, Grosseto, Montepulciano, Siena nonché le Camere Penali di Arezzo, Grosseto, Montepulciano, Siena. Tali otto enti sono rappresentati e contribuiscono ad ogni effetto del presente Statuto in modo paritetico, come previsto dai seguenti articoli.
L’eventuale ingresso di altri soggetti quali soci dovrà essere approvato all’unanimità dall’Assemblea straordinaria, che dovrà anche provvedere alle necessarie modifiche statutarie. In ogni caso potranno essere ammessi quali eventuali nuovi soci soltanto enti, istituzionali o su base volontaria raggruppanti Avvocati e/o praticanti della Professione forense.
Ove e qualora uno o più dei soci dovesse venir meno il relativo posto verrà ricoperto dal soggetto che ne avrà assorbiti i compiti, se esistente, oppure, in caso di mancanza di tale soggetto, si dovrà intendere conseguentemente ridotto il numero dei componenti di ciascun organo dell’Associazione, mediante elisione dei relativi rappresentanti.

ARTICOLO 5
Patrimonio e quote associative

Costituisce patrimonio iniziale dell’Associazione la somma delle quote di 1.000 (mille) euro, pari a lire 1.936.270 ciascuna, per complessivi 8.000 (ottomila) euro, poste a carico di ciascun socio e versate contestualmente alla stipula dell’atto costitutivo.
L’Associazione si propone di finanziare le proprie iniziative con contributi volontari di terzi, nonché, se necessario, imponendo una contribuzione ai fruitori delle iniziative, al fine di ripianarne i costi. I soci inoltre metteranno a disposizione le proprie strutture esistenti presso le rispettive sedi in base alle necessità organizzative ed operative per il miglior funzionamento dell’Associazione.
Ogni anno l’Assemblea dovrà determinare in base alle effettive esigenze di copertura dei costi le quote da porre a carico dei soci, tenendo conto delle altre previsioni di cui all’Art. 17 del presente Statuto.

 

TITOLO II

ORGANI

ARTICOLO 6 
Organi

Sono organi dell’Associazione: l'Assemblea; il Consiglio; il Presidente; il Tesoriere; il Segretario; il Collegio dei Revisori dei Conti.

ARTICOLO 7
Assemblea

L'Assemblea è l'organo sovrano dell'Associazione.
I soci sono convocati in assemblea almeno una volta all'anno per l’approvazione del bilancio.
Ciascuno degli otto enti che formano l’Associazione è rappresentato in Assemblea dai propri Presidenti e Segretari o rispettivi delegati da nominarsi, anche per singole partecipazioni, tra i membri del proprio Consiglio di origine. Non è ammessa delega ai Consiglieri di altri Consigli neanche se componenti dell’Assemblea.
 Nessun onere pecuniario può essere posto a carico dell’Associazione per la partecipazione dei rappresentanti dei soci all’Assemblea.
Ciascun componente dell’Assemblea, come sopra determinato, rimane tale per la durata del suo mandato nell’ambito del proprio Consiglio di origine, decadendo in caso di perdita del proprio ruolo di Consigliere, per qualsiasi ragione, volontaria od involontaria, subentrando di diritto, quale membro dell’Assemblea il Presidente od il Segretario pro tempore del medesimo ente di appartenenza del soggetto decaduto, salve le previste possibilità di delega. Si applica in ogni caso il regime della “prorogatio” del singolo componente nel caso di mandati terminati, nella fase transitoria fino all’insediamento dei nuovi Consigli; ciò per ciascun ente di provenienza.
Ogni membro dell’assemblea ha diritto ad un voto, in caso di parità prevale il voto del Presidente.
L'assemblea si riunisce nella sede sociale o nel diverso luogo indicato nell'avviso di convocazione.
La convocazione dell’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio, deve indirsi in prima convocazione entro il 30 aprile di ogni anno.
Qualora decorsa tale data il Presidente non abbia provveduto alla convocazione, potranno provvedere a ciò personalmente almeno quattro componenti dell’Assemblea o, in ulteriore difetto, ciascun componente potrà richiedere la convocazione al Presidente del Tribunale territorialmente competente in base alla sede dell’Associazione .
La convocazione dell’assemblea viene effettuata dal Presidente mediante raccomandata AR da spedirsi, almeno 20 giorni prima della data prevista per l’adunanza, a ciascun componente; detto avviso deve contenere l'ordine del giorno, la data, l'ora ed il luogo dell'adunanza.
La chiamata in seconda convocazione – che deve essere contenuta nel medesimo avviso di quella in prima convocazione -  non può essere fatta per lo stesso giorno della prima convocazione, né per data successiva di oltre 15 giorni a quella di prima convocazione.
L'assemblea ordinaria deve essere inoltre convocata dal Presidente quando il Consiglio ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta scritta e motivata (con espressa indicazione dei punti da inserire all’ordine del giorno) da almeno sei aventi diritto al voto in Assemblea.
L’assemblea straordinaria deve essere convocata dal Presidente esclusivamente su delibera del Consiglio.
L’Assemblea è comunque validamente costituita ed in grado di deliberare, anche prescindendo dalle modalità di convocazione, se sono presenti tutti gli aventi diritto al voto o loro delegati e nessun componente contesta la mancata conoscenza dei punti sui quali deve essere emessa una delibera.
Presiede l’Assemblea il Presidente dell’Associazione, come successivamente determinato od, in sua assenza, ivi compresa l’ipotesi che per la singola assemblea abbia delegato un suo sostituto, il componente con maggior anzianità di iscrizione all’Ordine.
Il Presidente nomina ad ogni Assemblea un segretario che redige il verbale ed al termine lo sottoscrive insieme al Presidente.
Copia del verbale deve essere inviata per raccomandata AR ai componenti dell’Assemblea assenti.
Ciascun iscritto agli enti soci ha diritto in ogni tempo di poter consultare i verbali di assemblea e di estrarne copia a proprie spese.

ARTICOLO 8
Costituzione e poteri dell’Assemblea ordinaria

L'assemblea ordinaria si costituisce validamente quando interviene, in prima convocazione almeno il 50% degli aventi diritto di voto, e in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti; essa delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza dei votanti, non si computano gli astenuti ma soltanto i voti favorevoli o contrari.
L'assemblea ordinaria:

      1. approva il bilancio o rendiconto;
      2. determina le quote annuali da porre a carico di ciascun socio;
      3.  nomina i membri dei Consiglio con le modalità previste dall’art. 10 e delibera la destituzione e l’azione di responsabilità nei confronti dei Consiglieri responsabili di gravi danni all’Associazione, anche se non patrimoniali;
      4. delibera su ogni argomento attinente alla gestione ad essa sottoposto e su quant'altro ad essa demandato per legge o per statuto;
      5. in ogni caso è competente su ogni materia non espressamente attribuita dal presente Statuto ad altri organi od all’Assemblea straordinaria.
 
ARTICOLO 9
Costituzione e poteri dell’Assemblea straordinaria

L'assemblea straordinaria si costituisce validamente quando intervengono in prima convocazione almeno i ¾ degli aventi diritto al voto e, in seconda convocazione, almeno il 60% degli aventi diritto; essa delibera con la maggioranza assoluta dei  presenti, salve espresse previsioni di seguito tassativamente ed espressamente indicate:
L'assemblea straordinaria delibera:
a) sulle modifiche dell'atto costitutivo e dello statuto;
b) sullo scioglimento dell'Associazione e sulla devoluzione dei patrimonio, secondo le disposizioni dei presente statuto;
c) sul trasferimento della sede dell'Associazione;
d) su ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio.
Per le modifiche agli articoli 1 (denominazione) , 3 (carattere, finalità e scopi), 4 (soci), 9 (costituzione e poteri dell’Assemblea straordinaria) e 10 (Consiglio) del presente Statuto è necessaria l’unanimità degli aventi diritto al voto.
Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e per la relativa devoluzione del patrimonio residuo, secondo le previsioni statutarie, è necessaria la maggioranza dei 3/4 degli aventi diritto al voto.

ARTICOLO 10
Il Consiglio

L’Associazione è amministrata da un Consiglio composto da 8 (otto) membri, nominati dall’Assemblea ordinaria, se del caso appositamente convocata anche per nominare singoli componenti da sostituire; possono far parte del Consiglio tutti i componenti in carica dei Consigli degli enti soci, non esclusi coloro che sono membri dell’Assemblea dell’Associazione. L’Assemblea nomina il Consiglio assegnando un Consigliere a ciascun ente socio, su indicazione del medesimo ente di provenienza. Ciascun Consigliere può rimanere in carica fintantoché ricopre il ruolo di Consigliere presso il proprio ente o si verifica altro impedimento permanente volontario od involontario. Il Consiglio, salve le necessarie nomine intermedie di singoli Consiglieri, dura in carica due anni ed alla sua naturale scadenza decadono anche i Consiglieri nominati da minor tempo. L’Assemblea deve essere convocata per la nomina del nuovo Consiglio tra il trentesimo giorno anteriore ed il trentesimo giorno successivo rispetto alla sua naturale scadenza biennale, con decorrenza dalla precedente Assemblea di nomina.
Si applica comunque l’istituto della “prorogatio” fino alla convocazione del nuovo Consiglio.
Nessun compenso è dovuto ai Consiglieri per l'attività da loro svolta, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e debitamente documentate.
Il Consiglio si riunisce in unica convocazione ogni volta che sia necessario, su richiesta del Presidente o di almeno tre dei suoi membri, e comunque non meno di una volta ogni sei mesi.
Il Consiglio viene convocato con avviso scritto ai Consiglieri via fax o altro idoneo mezzo, senza particolari formalismi, ma comunque almeno tre giorni prima della riunione;  può validamente deliberare quando sono presenti almeno cinque Consiglieri. Il Consiglio è presieduto dal Presidente.
Delle riunioni del Consiglio viene redatto, su apposito libro, il relativo verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
Il Consiglio assegna al suo interno le cariche secondo i seguenti criteri:
Il Presidente viene nominato con un criterio a rotazione annuale secondo il seguente ordine: Ordine Siena, C.P. Arezzo, Ordine Grosseto, C.P. Montepulciano,  C.P. Siena,  Ordine Arezzo, C.P. Grosseto, Ordine Montepulciano. Nell’anno di presidenza ciascun ente dovrà essere rappresentato in Consiglio dal proprio Presidente, salva apposita delibera motivata del Consiglio dell’ente di appartenenza con la quale sia nominato altro proprio Consigliere in luogo del Presidente.
Il Segretario ed il Tesoriere potranno essere nominati liberamente tra gli altri componenti.
Il Consiglio delibera a maggioranza semplice, per alzata di mano, in base al numero dei presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.
In caso di assenza del Presidente presiede le sedute il Consigliere con maggior anzianità di iscrizione all’Albo.
In caso di assenza del Segretario dovrà essere nominato altro segretario per la seduta in corso.
Non possono essere prese delibere di spesa senza la partecipazione od il parere scritto del Tesoriere.
Decade dal ruolo il Consigliere che manchi a tre Consigli consecutivi od a cinque Consigli nell’arco di un anno, senza effettivo serio impedimento.

ARTICOLO 11
Poteri del Consiglio

Il Consiglio è investito dei più ampi poteri per l'amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione.
In particolare esso procede:
a) alla redazione dei bilanci o rendiconti ed alla loro presentazione all'Assemblea;
b) alla predisposizione, organizzazione e gestione
 di  strutture idonee per lo svolgimento dei corsi, insegnamenti od altre iniziative didattiche, formative o di aggiornamento che saranno ritenute utili per il pieno raggiungimento dello scopo sociale, nonchè degli eventuali regolamenti necessari per l’organizzazione delle singole attività dell'Associazione ed alle modifiche di essi;
 c) a deliberare su ogni altra questione riguardante l'attività dell’Associazione per l'attuazione delle sue finalità secondo le direttive dell’Assemblea, assumendo tutte le iniziative necessarie in linea con lo statuto, deliberando altresì su tutti gli impegni di spesa e sulle attività comportanti entrate, con particolare riferimento alle iniziative utili a reperire fondi;

  1. a dichiarare la decadenza di singoli Consiglieri qualora se ne verifichino le condizioni,

convocando l’assemblea per la necessaria ratifica e sostituzione entro i trenta giorni successivi.
Il Consiglio può anche delegare parte delle proprie attribuzioni a Comitati scientifici, determinandone la composizione ed i limiti della delega; può inoltre delegare per singoli atti ciascun Consigliere.
Il Consiglio può richiedere la collaborazione di professionisti o specialisti esterni, autorizzando a ciò, per quanto di loro competenza, anche i propri singoli componenti (ad esempio il Tesoriere per la predisposizione del bilancio).
Il Consiglio potrà inoltre deliberare la stipula di convenzioni od altri patti con enti pubblici o privati.

ARTICOLO 12
Il Presidente

Salvo quanto risultante da altri articoli, il Presidente presiede il Consiglio ed ha, a tutti gli effetti, la rappresentanza di fronte ai terzi e in giudizio dell’Associazione.

Al Presidente spetta la firma degli atti  che impegnano l'Associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi, salve le competenze specifiche, cumulative od esclusive, del Tesoriere per quanto attiene agli impegni di spesa, od attribuzioni di deleghe del Consiglio ad altri Consiglieri.
Al Presidente spetta di rappresentare l’Associazione ogni qual volta se ne verifichi la necessità.
Il Presidente può comunque delegare singoli incombenti rientranti nelle proprie funzioni ad altro Consigliere, anche sottoscrivendo procure.

ARTICOLO 13
Il Tesoriere

E’ il depositario dei libri contabili e dei valori dell’associazione, responsabile delle entrate e delle uscite, essendo tenuto alle registrazioni contabili previste. Tiene l’inventario della Associazione ed è affidatario di tutti i beni ad essa appartenenti. E’ responsabile della copertura finanziaria di tutte le spese deliberate od autorizzate dal Consiglio ed ha potere di veto riguardo alle delibere aventi ad oggetto impegni di spesa privi della necessaria copertura finanziaria.
Redige il bilancio ed il conto economico ed, in collaborazione con il Presidente, la relazione di bilancio.
Al Tesoriere spetta normalmente la firma di spesa e la gestione della cassa, potendo soltanto delegare il materiale atto del pagamento ad altra persona sotto la sua diretta responsabilità, salvo quanto segue.
Per gli atti di straordinaria amministrazione importanti spesa e comunque per ogni spesa superiore a duemilaeuro (o controvalore in diversa valuta) vi deve essere la firma congiunta di Presidente e Tesoriere.
Per quanto riguarda espressamente le disposizioni di spesa a mezzo banca, bancoposta, ecc…(emissione di assegni, disposizioni di bonifico e comunque tutte le altre disposizioni di somme o titoli per scritto), per importi non superiori a duemilaeuro (o controvalore in diversa valuta) spetta la firma disgiunta a Presidente e Tesoriere; per importi superiori a duemilaeuro è necessaria la firma congiunta di Presidente e Tesoriere; in caso di impedimento permanente od assenza di almeno uno di loro il Consiglio potrà attribuire con propria delibera il predetto potere anche ad altri Consiglieri.

ARTICOLO 14
Il Segretario

E’ addetto a tutte le attività di annotazione degli atti rilevanti degli organi dell’Associazione, per cui redige verbali di assemblee, consigli, ecc.
Collabora con il Tesoriere alla tenuta della contabilità e comunque cura la tenuta di tutti i documenti dell’Associazione.
Predispone materialmente tutti gli atti indirizzati ai destinatari delle attività degli organi dell’Associazione (avvisi, convocazioni, comunicazioni,ecc.).
In caso di sua assenza deve essere sostituito per l’incombente da altro Consigliere.

ARTICOLO 15 
Il Collegio dei Revisori

La gestione dell’Associazione è controllata da un Collegio dei Revisori, costituito da cinque membri titolari e tre supplenti, nominati dall’Assemblea secondo gli stessi criteri previsti per la nomina dei Consiglieri. Dovrà in particolar modo essere seguito, in linea di massima, un criterio di rotazione degli enti indicanti, per l’attribuzione dei ruoli di: presidente,membri effettivi e membri supplenti.
Non possono ricoprire il ruolo di revisori i consiglieri in carica degli enti soci o già tali nel, quadriennio precedente.
Il Collegio dovrà accertare la regolarità nella tenuta della contabilità sociale, redigendo una relazione ai bilanci annuali; potrà accertare la consistenza di cassa e l’esistenza di  valori  e titoli di proprietà sociale; ciascun Revisore potrà procedere, anche singolarmente, ad atti di ispezione e controllo della gestione ed amministrazione sia presso la sede principale che presso eventuali sedi secondarie o mediante accesso alle banche.

 

TITOLO III

DISPOSIZIONI ECONOMICO FINANZIARIE

ARTICOLO 16
Entrate ed altre disposizioni patrimoniali

Le entrate dell'Associazione sono costituite da:
a) quote associative periodiche, versate dai Soci secondo le indicazioni stabilite annualmente dall’Assemblea;
b) ricavato dall'organizzazione di raccolte  di fondi effettuate occasionalmente o con manifestazioni od altre attività organizzate dall’Associazione;
c) eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
d) eventuali erogazioni, contributi, donazioni e lasciti;
e) ogni altra entrata che concorra ad incrementare l'attivo sociale.
Tutte le quote associative annuali non sono trasmissibili ne rivalutabili, né rimborsabili o restituibili sotto alcuna forma.
E' vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
In caso di scioglimento per qualunque causa dell'Associazione, l'Assemblea in seduta straordinaria provvederà, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, alla devoluzione dei patrimonio dell'Associazione ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, o beneficenza, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

ARTICOLO 17 
Esercizio finanziario

L'Esercizio Finanziario si apre il primo gennaio e si chiude al 31 dicembre di ogni anno.
Il Consiglio redigerà, secondo le modalità previste dalla legge, il bilancio consuntivo e preventivo, che dovranno essere annualmente approvati dall'Assemblea.
Il bilancio annuale deve far riferimento sia alla situazione economica che a quella finanziaria dell’Associazione, e deve essere reso disponibile ai Soci ed agli appartenenti a tali enti mediante deposito presso la sede almeno trenta giorni prima rispetto all’Assemblea obbligatoria per la sua approvazione.

 

TITOLO IV

RAPPORTI  E RISOLUZIONI DI CONTROVERSIE

ARTICOLO 18 
Clausola arbitrale

Tutte le controversie e le ipotesi sanzionatorie riguardanti i rapporti tra Soci ed Associazione, singoli Consiglieri ed Associazione, Collaboratori  ed Associazione, partecipanti alle iniziative ed Associazione, comprese la destituzione e l’azione di responsabilità deliberate dall’Assemblea nei confronti dei Consiglieri, tra Soci e comunque per ogni altro rapporto assoggettato al rispetto del presente Statuto, sarà rimesso ad un Collegio arbitrale formato da tre membri dei quali uno nominato dalle due parti controvertenti ed il terzo, con il ruolo di Presidente nominato in accordo tra i due arbitri di parte o, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Siena, su istanza di una delle due parti.
In tutte le ipotesi di instaurazione della procedura arbitrale la parte istante comunicherà all’altra ed all’arbitro di propria nomina, a mezzo raccomandata a.r. l’inizio della procedura, nominando il proprio arbitro ed articolando le proprie richieste. L’altra parte avrà dieci giorni di tempo, dalla ricezione dell’atto, per nominare il proprio arbitro inviando raccomandata a.r. (vale la data di spedizione) alla controparte ed al proprio arbitro. In difetto la parte che ha promosso la procedura potrà chiedere al Presidente del Tribunale di Siena l’assegnazione di arbitro all’altra parte. Dall’ultima nomina i due arbitri avranno 10 giorni per accordarsi sul Presidente del Collegio. Il Presidente ricevuta la nomina dovrà convocare a data entro il decimo giorno successivo la riunione di insediamento del Collegio. A tale riunione il Collegio, nominato un segretario e fissata la sede dell’arbitrato, disporrà, nel rispetto del contraddittorio, termini per il deposito di memorie e documenti a carico delle parti, nonché la comparizione delle parti. La decisione dovrà essere emessa entro il trentesimo giorno successivo a tale riunione di insediamento ed il Collegio potrà aumentare detto termine, fino ad un massimo di ulteriori trenta giorni, soltanto se riterrà di dover dare luogo ad ulteriore istruttoria rispetto al primo deposito di memorie e documenti. Il lodo dovrà essere spedito entro i cinque giorni successivi alla sottoscrizione mediante raccomandata a.r. alle parti, oppure direttamente consegnato alle stesse od ai loro incaricati ufficiali. Il lodo dovrà essere emesso secondo diritto e sarà inappellabile e dovrà determinare anche sulle spese di procedura.
Nella procedura arbitrale è facoltà di ciascuna parte farsi assistere da avvocati e/o consulenti tecnici di fiducia.

 

TITOLO V

NORME FINALI

ARTICOLO 19
Norme di chiusura

In tutti i casi in cui sia in discussione una scelta afferente rapporti tra Associazione e singolo individuo (salva l’ipotesi di assunzione di carica per l’Associazione) l’interessato dovrà astenersi dal partecipare alla relativa votazione ed in ogni caso il suo voto non avrà alcuna validità.
Ove e qualora si verifichino situazioni non previste dal presente Statuto e sia necessario prendere l’iniziativa o compiere atti e non sia indicato chi debba provvedervi, anche per causa di inerzia, incompatibilità, decadenza, destituzione od altro a carico di chi statutariamente sarebbe tenuto all’atto, potrà provvedervi il Consigliere più anziano tra quelli presenti o prontamente reperibili.

Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto, valgono le disposizioni di legge in materia.

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29-03-2012

Il sito dell'Associazione per la Formazione Forense del Sud della Toscana è stato completamente rivisto ed aggiornato.

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